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Due parole su "La più bella del mondo" di Benigni

     Si è parlato e si parla ancora tanto della performance di Roberto Benigni, andata in onda la sera di lunedì 17 dicembre 2012, incentrata su quella che da lui stesso è definita "la più bella del mondo": la Costituzione italiana. Al di là di ogni superflua e cieca incensazione e di ogni apprezzamento nei confronti del comico toscano in quanto tale, degno com'è di sicuro elogio per la sua fine comicità e capacità di tenere uno spettatore incollato innanzi a un teleschermo, si vorrebbero esprimere delle idee che si crede non possano non essere prese in considerazione, se parliamo di qualcuno che ha una fama come quella posseduta oggi da Benigni. Qui si cercherà di andare oltre alla semplice mercificazione della storia offerta a mezzo televisivo da personaggi televisivi che con il suo studio non hanno direttamente nulla a che vedere, e quindi di non curarci dell'esaltazione filo-romantica e della travisazione di fatti storici pur sempre presenti nei discorsi di Benigni, almeno dalla sua ultima apparizione al Festival di Sanremo, nel febbraio 2012. In questa sede ci occuperemo del ruolo che può assumere un personaggio come Benigni se si assimilasse acriticamente ogni sua parola, per il solo fatto che si tratti di Benigni.
     Scolpita nella mente appare un'emblematica frase di Pier Paolo Pasolini, detta durante un'intervista con Enzo Biagi nel '71, secondo cui un medium di massa mercificherebbe e alienerebbe la persona, fungendo da strumento spaventosamente antidemocratico per cui chi vi appare si pone automaticamente su una cattedra, assumendo i tratti di un divulgatore di ciò che di per sé viene presentato come qualcosa di attraente per l'individuo che, messo insieme ad altri individui che si accostano allo stesso medium, crea la società. In ultimo, per Pasolini, un medium di massa è dunque un divulgatore di modelli culturali, ma un divulgatore pericoloso, di cui lui stesso, che tra le altre cose era anche un uomo di spettacolo, aveva timore. Oggi, nell'epoca della mediatizzazione ad ogni costo, esistono pur sempre media di massa che assumono un valore divulgativo maggiore rispetto ad altri: Benigni è apparso su Rai1, in prima serata e per giunta in HD (High Definition). Non solo: l'attore toscano ha visto piombare su di sé una campagna di vera e propria 'mitizzazione', sempre attraverso i media che contano, dalla vittoria dell'Oscar per La vita è bella ma anche in parte dal decennio immediatamente precedente, grazie a films come Il piccolo diavolo, Johnny Stecchino o Il mostro. Per questo, oltre alla possibilità di contestarlo su molte delle argomentazioni da lui espresse durante il programma televisivo dedicato alla Costituzione, che propone aprioristicamente come 'belle' (non a caso l'aggettivo 'bello'/'bella' si trova in moltissimi titoli di suoi lavori), è proprio il potere dato a persone come lui di dire qualsiasi cosa senza ricevere alcuna critica negativa (non dai media che contano, ovviamente) che dovrebbe spaventare e repellere.
     Si spera sia chiaro che l'attacco non è meramente rivolto al Benigni-attore; lo è piuttosto a quel Benigni-strumento-divulgativo-di-massa che diffonde parte di quelle stesse idee che hanno portato la società in cui viviamo allo stato attuale, come l'arricchimento, di descrizioni che si pretendono pressoché 'storiche', di elementi atti a suscitare nell'ascoltatore una reazione emotiva e di accondiscendenza, tale da far dare allo stesso ascoltatore delle motivazioni spesso distorte dell'esistenza o sussistenza di determinate condizioni sociali odierne, positive o negative, intese quindi come dovute a cause di carattere storico; ma anche le motivazioni date dall'attore toscano per cui la moneta unica europea o l'idea di un'Unione Europea e della perdita di giurisdizione e sovranità nazionale siano una cosa 'bella' in quanto tale, senza che vi siano approfondimenti di sorta, anche di carattere contraddittorio. Ma naturalmente ognuno tragga in libertà le proprie conclusioni sull'argomento
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Pubblicato il 19/12/2012 alle 14.47 nella rubrica Pillole.

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