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I Tamil di Palermo chiedono solidarietà

Stamattina padre Victor Jayasingham (il sacerdote cattolico responsabile della comunità tamil della chiesa di Santa Ninfa dei Crociferi di Palermo) mi ha chiesto di correggere un volantino che la comunità tamil palermitana intera ha intenzione di ditribuire per la città di Palermo:



I Tg hanno recentemente parlato di una svolta importante della ultraventennale guerra in Sri Lanka, grazie ad una incursione dai riscontri particolarmente positivi dell'artiglieria governativa contro le LTTE (Liberation Tigers of Tamil Eelam, le Tigri Tamil), parlandone come fosse un altro duro colpo al 'terrorismo', il cui significato non è effettivamente univoco come vorrebbero far credere i soliti e manipolati mass media, magari diretti anche da incompetenti. Quella in Sri Lanka è una guerra reale, di cui solo raramente, come in questo caso, si parla sui più gettonati mezzi di comunicazione di massa. E se vengono denunciate le illegittime bombe 'a grappolo' di Israele contro la Palestina (notizia che gli stessi telegiornali riportano, giustamente, in continuazione), mi chiedo come mai nessuno parli di quelle stesse bombe 'a grappolo' che vengono gettate indebitamente sulla popolazione tamil, nel Nord e nell'Est dell'Isola asiatica. Ebbene, la comunità tamil di Palermo non ci stà a far passare la propria gente per un gruppo di terroristi e per i 'cattivi' di turno, tirati in ballo soltanto quando si tratta di esemplificare in maniera generica la figura del 'terrorista'. Sangar, il primo combattente delle Tigri Tamil morto a causa della guerra appena scoppiata, nel 1982, è venerato come eroe tamil, e la sua immagine è portata in processione al tempio induista di Palermo per la commemorazione della sua morte: chi ci dà il diritto di giudicare, in casi come questo, chi sia il 'buono' e chi il 'cattivo'? La guerra srilankese non è che il risultato del colonialismo europeo ed ora, proprio noi europei (o presunti tali, ed annovero anche gli statunitensi, in particolar modo), ci arroghiamo il diritto di additare una reazione all'oppressione portata proprio da noi come un atto terroristico, con tutte le accezioni negative che il termine porta con sé.

Riporto uno scritto di Thayraj, il primo ragazzo tamil laureatosi a Palermo, in Lingue:

<<Tamil Eelam: I Tamil vogliono la Pace, non la guerra! Lottiamo per i nostri diritti fondamentali…
Il Kosovo è un paese tre volte piccolo del Tamil Eelam, è diventato indipendente! Allora, i Tamil dell’isola del Ceylon sono più di 9.000 000 (Milioni)! I Tamil vogliono solo l’autoderminazione del proprio destino, è una lotta per la liberazione della patria tamil, non è una lotta terroristica e sono stati massacrati più di 80.000 tamil civili. Noi siamo i terroristi, ne siete sicuri? Vi sembra una cosa sbagliata difendere i propri conterranei dal genocidio, Ditemi!!!>>.

Pubblicato il 25/1/2009 alle 17.16 nella rubrica Politica.

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