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Il Concilio Ecumenico di Nicea

Mai sentito parlare dei Concilii Ecumenici? Cosa furono? A cosa servirono?

I Concilii Ecumenici sono quei convegni che riunirono in sé esponenti più importanti delle Chiese d'Occidente e d'Oriente al fine di far luce comunitariamente sulle problematiche inerenti alla propria dottrina religiosa: il Cristianesimo. Qui accenneremo solo al primo, quello di Nicea, dei Concilii della Chiesa (sono in tutto otto quelli riconosciuti dalla Chiesa Romana e sette quelli riconosciuti dalla Chiesa d'Oriente).

L'Imperatore Costantino, dopo l'editto di Milano firmato da lui e dall'Imperatore orientale Licinio (o Liciniano) nel 313, rese il Cristianesimo religio licita, ovvero una religione non più fuori legge ma tollerata. Ciò non implica (almeno, non ancora) che Costantino o Licinio fossero cristiani (nonostante delle leggende parlino di un sogno di Costantino che raffigurava la Santa Croce, prima della sanguinosissima battaglia di Ponte Milvio contro Massenzio e nonostante Eusebio di Cesarea parli di Costantino come un esempio lampante di cristianità), anzi, Costantino sembrava essere molto devoto al culto del Sole ed alla religione di stampo orientale di Mithra; solo in un secondo tempo delle fonti parlano di una conversione sincretica dell'Imperatore Costantino, fino al suo battesimo (sul letto di morte) del 337 da parte del Patriarca ariano di Costantinopoli Eusebio di Nicomedia. Costantino, dunque, non sarebbe stato battezzato con un rito ortodosso, ma ariano. Che vuol dire 'ariano'?
L'Arianesimo fu un movimento religioso promulgato dal presbitero alessandrino Ario, su idee trasmessegli da Paolo di Samosata ed altri teologi egiziani del III e IV secolo. Ario, intriso anche di idee neoplatoniche e medio-platoniche, asseriva che tra Padre, Figlio e Spirito Santo esistesse una gerarchia e che non avessero, quindi, tutti la stessa natura divina; il Figlio (ovvero il Logos di Dio) non sarebbe esistito ab aeterno come le Scritture ci comunicano, ma sarebbe stato creato solo in un tempo; l'incarnazione di Crsto, infine, non sarebbe che un 'riempimento' di un corpo senz'anima da parte del Logos.
Ario fu dapprima condannato come 'eretico' (da eiresis, scelta) da un sinodo tenutosi ad Alessandria e capeggiato dal Patriarca di Alessandria Alessandro. Ma per risolvere definitivamente la controversia (dato che non pochi seguaci stava portandosi dietro l'idea di Ario), l'Imperatore Costantino decretò l'apertura di un Concilio Ecumenico, nel 325, per risolvere la questione. Il Concilio si sarebbe tenuto a Nicea, nei pressi dei cantieri della neo-Bisanzio (dopo, Costantinopoli). Il fatto che il Concilio fosse stato convocato dall'Imperatore, testimonia quanto il potere centrale tenesse all'ordine pubblico che, evidentemente, doveva essere turbato da tali controversie. Ario, innanzi a 318 vescovi, fu ufficialmente dichiarato 'eretico', scomunicato ed esiliato. Costantino, forse sottovalutando il fenomeno dell'arianesimo, spinse molto dal canto suo per la condanna della dottrina ariana. Così, si gettarono le basi del Credo Cristiano (confermato ed ampliato successivamente nel Concilio di Costantinopoli del 381, sotto l'Imperatore Teodosio), che ancora oggi viene recitato durante la Celebrazione Eucaristica cattolica. Viene sancita la 'consustanzialità' tra Padre e Figlio (omousia).

Costantino, però, non aveva ben calcolato le dimensioni del fenomeno ariano che, soprattutto in Oriente, aveva preso un vasto numero di consensi. Ario, così, fu richiamato dall'esilio (anche sotto le pressioni di Eusebio di Nicomedia e con grandi proteste del Patriarca di Alessandria Atanasio) e fu riammesso nella comunità. Come accennato, Costantino stesso fu battezzato (secondo alcune fonti) da Eusebio di Nicomedia (nel frattempo fatto Patriarca di Costantinopoli dallo stesso Costantino) con il rito ariano, nel 338, sul suo letto di morte. L'Imperatore morirà nel 340, lasciando l'Impero nelle mani dei figli Costante (in Occidente, di religione ortodossa, ovvero seguace della dottrina di Nicea) e Costanzo II (in Oriente, ariano). L'Arianesimo, dunque, non si estinse con il Concilio niceno, ma, anzi, fu dichiarato religione di Stato nella Pars Orientis fino al regno dell'Imperatore Gioviano (363-378). L'Ortodossia tornerà prepotentemente ad essere l'unica religione di Stato permessa per via di legge con l'Imperatore Teodosio, salito al trono imperiale nel 379, con il quale, dopo la morte di Graziano (Imperatore d'Occidente, figlio di Valentiniano I) si tornerà ad un'unificazione dell'Impero Romano dal punto di vista politico e religioso, non senza traumi e disapprovazioni.

Pubblicato il 27/11/2006 alle 11.25 nella rubrica Storia.

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