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Diario


27 novembre 2006

La strumentalizzazione delle parole del Papa

Papa: ''Rispetto profondo per i musulmani''

Benedetto XVI torna sulla 'lectio magistralis' di Regensburg: ''Le mie parole sono state fraintese. Volevo solo invitare al dialogo tra le religioni''.

''Profondo rispetto per i musulmani, che adorano il Dio unico''. Nella prima udienza generale dopo le proteste islamiche
scoppiate a causa della lezione del pontefice all'Università di Regensburg, il 12 settembre scorso, Benedetto XVI è tornato sulle parole che hanno suscitato l'indignazione del mondo musulmano.

Papa Ratzinger ha prima ripercorso i momenti del suo recente viaggio pastorale in Baviera e dopo aver ricordato il motto della visita, ''chi crede non è mai solo'', ha riaffermato l'importanza dell'appartenenza dei battezzati alla Chiesa di Cristo.

Benedetto XVI si è quindi soffermato sulla lezione tenuta all'Università di Regensburg, sottolineando il suo ''rispetto per le grandi religioni, soprattutto per i musulmani, che adorano il Dio unico''. In quell'occasione, sottolinea il Papa, ''volevo spiegare che la ragione non è violenza''. Parlando della sua esperienza ''particolarmente bella'' di professore nella facoltà in cui ha insegnato, il Pontefice ha affermato che suo intento era mettere l'accento sulla questione del ''rapporto fra fede e ragione''.

Così, ''per introdurre nell'attualità dell'argomento, ho citato le parole dell'imperatore bizantino del XIV secolo Manuele II Paleologo''. Parole, ''per noi, incomprensibilmente brusche'' che però servivano a ''presentare il rapporto tra religione e violenza. La mia citazione - ha detto con fermezza il Papa - ha potuto prestarsi a essere fraintesa''.

''Non volevo fare mie le parole negative dell'imperatore - ha ribadito - e il loro contenuto polemico non esprime la mia posizione personale''. Ciò che va compreso, ha proseguito, è che ''è la ragionevolezza che deve guidare nella fede. Volevo spiegare - ha concluso Papa Ratzinger - che la religione non è violenza, ma che ragione e fede vanno insieme. Volevo invitare al dialogo tra fede cristiana e mondo moderno e tra le religioni''.

Intanto la Procura della Repubblica di Roma ha aperto un fascicolo presumibilmente contro ignoti per le minacce che sono stati rivolte al Papa attraverso comunicazioni comparse su siti islamici. Tre sono le ipotesi di reato ipotizzate dal pubblico ministero Franco Ionta. Si tratta in particolare del reato di istigazione a delinquere, strage e attentato contro un capo di stato. Le minacce riguardano non solo la figura del pontefice ma anche eventuali attentati da compiere a Roma e contro il Vaticano.

http://www.adnkronos.com/3Level.php?cat=Cronaca&loid=1.0.547222751

Solite strumentalizzazioni. Per quale ragione al mondo il Papa non avrebbe dovuto dire ciò che ha affermato in Germania? Chi ha offeso chi? Vi è stata una vera offesa o si è deliberatamente voluto intendere ciò che al Papa nemmeno è passato per la testa..?

Adesso, naturalmente, sia i comunistoidi anticristiani, i radicali, gli anarchici e, quindi, non solo alcuni musulmani, puntano con il sorrisino maligno il dito contro Benedetto XVI, come degli sciacalli in attesa che la vittima cadesse a terra per sbranarla...

Provo ribrezzo per questa gente.

Buoni sì, fessi no
(Bonu sì, ma fissa picchì?)


Laurentius.




permalink | inviato da il 27/11/2006 alle 11:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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Biografia

Laureato in Antropologia Culturale ed Etnologia specialistica, ha collaborato con diverse associazioni nei campi del turismo (e in particolar modo del turismo accessibile), delle attività sociali legate all’insegnamento (all’interno di un progetto comunale relativo alla legge 285/97) e della programmazione e organizzazione di attività culturali.

Ha aderito al programma di incontri organizzato dalla Fondazione Ignazio Buttitta e dall’Officina di Studi Medievali di Palermo sull’argomento Santi, santuari e pellegrinaggi, partecipando anche ai tre giorni di seminari programmati tra l’agosto e il settembre 2011 preso San Giuseppe Jato e San Cipirello.

Si interessa allo studio di simboli legati all’identità siciliana (quali il triskelés, i vessilli o le bandiere storiche) ma anche ai processi culturali e comunicativi che si sviluppano all’interno della società contemporanea.

Ha partecipato, con l'associazione ItiMed, alla raccolta di documentazioni e informazioni tramite sopralluoghi circa il censimento di alcuni dei santuari cristiani presenti sul territorio siciliano.

Autore di libri e racconti di narrativa. Ha partecipato all'edizione 2015 del Premio Letterario La Giara indetto dalla Rai.

Autore di presentazioni di testi di narrativa per la casa editrice Momenti.

Ha svolto mansioni di grafico pubblicitario presso la ditta Lo Bono Pubblicità & Comuncazione di Termini Imerese e presso la Tipografia dell'Università di Palermo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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